Se l'arte non possedesse voce...
Dalla teoria di Kandinskij e Falcinelli all’esperienza vissuta: la ricerca di una prospettiva altra nell’arte.
Se l’arte non possedesse voce nelle sue vibranti forme e nei vividi gemiti, nelle colorate armonie gettate sui verdi prati e nelle bigie tempeste che attraversano cieli minacciosi, come potrebbero i cantori del cuore, i poeti dell’amore, sentirsi meno soli?
L’essere umano fatica a trovare la propria dimensione nella solitudine. Tant’è che il suo equilibrio lo sperimenta nel sociale, ed è nella comunità che la sua genialità si manifesta: nelle creazioni artistiche, pure testimonianze fedeli del suo tempo e specchi segreti della sua anima.
Di recente, in una libreria curiosando tra i tanti libri di cultura artistica tra gli scaffali, mi è capitato di leggere qualche nota introduttiva di “Figure” di Riccardo Falcinelli. Un librone di oltre 500 pagine straordinariamente denso di immagini e riflessioni, considerazioni, approfondimenti, studi sull’arte e molto altro. Falcinelli ha messo in luce vari aspetti legati all’uso delle cornici a supporto dei quadri, delle figure/immagini e al loro significato concettuale.
L’arte pittorica, di per sé non può e non dovrebbe essere contenuta all’interno di una cornice che ne limiterebbe il significato e la potenza evocativa. Sarebbe una limitazione al proprio sentire: sarebbe arte tendente al silenzio. Rievocando Kandinskij, nel suo libro “Lo spirituale nell’arte”, mette in evidenza il concetto di arte come espressione orante: raffigura l’arte come fosse preghiera. La preghiera è ispirazione pura e autentica così come nasce dal proprio cuore, senza alcun limite mentale e materiale, fiume in piena e trasposizione di sensi, esattamente così come l’arte manifesta sé stessa nel profondo dell’anima.
Alla base dei miei pensieri e del mio sentire, dono la mia diretta testimonianza in relazione ad un’esperienza vissuta tanti anni fa in cui, in una dimensione extracorporea, fui compreso in una luce di ineffabile, indicibile potenza e candore. Quell’esperienza cambiò radicalmente la mia vita in quanto cominciai ad avere gli strumenti perfetti per riconoscere in quella Luce, il dono di Dio.
Un’esperienza del genere, lascia nel profondo tracce indelebili e assolutamente oltre ogni cosa umanamente prevedibile: la consapevolezza che anche l’arte può far parte di un disegno altissimo di perfezione e purezza, contemplazione e preghiera. Propongo questo semplice frammento della mia esperienza di Luce a chiunque cerchi una chiave di lettura ai problemi irrisolti. Un modo altro per cercare un varco tra le cose di una certa levatura; un nuovo modo di assumere una prospettiva diversa, con gli strumenti profondi del nostro ingegno ispirato e proteso verso l’alto.
Il tema della solitudine, potrebbe trovare ipotesi solutiva nei canali dell’arte: da questo assunto, chiunque potrebbe trovare la propria ispirazione, indagando e interrogando la voce dello spirito. Ogni mezzo rappresenta possibilità e riscatto, opportunità in odore di conoscenza e arricchimento. Un modo altro per esprimere sé stessi con verità ed introspezione.
Potrebbe esserci utile il progetto di un laboratorio d’arte, ideato sulla base di una forte necessità espressiva orientata verso l’esterno. Mi sovviene quanto letto nell’opera letteraria di Cennino Cennini “Il libro dell’arte” autentico manuale di bottega artigiana/artistica in epoca Medievale e primo Rinascimento. Sicuramente non in linea con il nostro tempo ma ugualmente utile per farsi un’idea di come veniva organizzato un laboratorio/bottega artistica, iniziando dall’uso delle tempere, pennelli e quant’altro.
L’arte può assumere mille e più forme e colori ma, in ogni caso, nascerà dal bisogno personale di condivisione di un concetto, un sentimento, una parola: tutti elementi che dialogano reciprocamente e profondamente con l’amore.
Bruno Munari, artista e designer, in “Da cosa nasce cosa”, offre un ventaglio di soluzioni/proposte per la creatività a vantaggio di chi avesse la necessità di essere aiutato e, soprattutto stimolato nelle arti progettuali. L’ispirazione è qualcosa che viene dall’alto - è dono e potenza che illumina le nostre azioni e dà voce se non troviamo voce, parole e musica per il benessere dell’anima.
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